La strana leggenda di Cagliano

 

di Giorgio Piciaccia

Scritto il 12 settembre (2018) tra sonno e realtà

Sonetto in quartine sbagliate all’occorrenza cinquine

o sestine o altre “ine”, tanto è lo stesso

Un anziano nano di Cagliano

posto sconosciuto e strano

sosterrebbe che da tempo
vi soggiorni uno sciamano.

Riterrebbe addirittura sia passato

un vero Lama tibetano. Si, a Cagliano.

 

Informazione di prima mano è che,

non si sa come, si parli un po di brasiliano.

Qui a Cagliano, c’è d'ogni stramberia

manca giusto un ortolano
ma anche senza il venditore di semi e frutti

c’è più d'un vegetariano.

Poi sulla strada, cosa rara, c’è un divano

popolato da un soggetto alquanto strano

bene non si sa che cosa faccia
ma al passare d'ogni mese, al tramonto della luna

tien con sé qualche villano.
Ciascun di essi, di follia e stravaganza,
è un chiaro esempio di portatore sano.

Mah! Cagliano, disumano...

 

Nel mentre un contrabbassista smutandato
notte tempo già avvistato
suona con un alchimista, al contempo chitarrista.

Se gli chiedi “sei un artista? ”ti risponde un po’ piccato:

“non mi hai riconosciuto, sono un elfo e pur silvano!"

 

Che villaggio psichedelico Cagliano!

Vuoi che manchi un’esperienza

d'insegnamento steineriano?

Ogni sorta di persona puoi incontrare per le strade

un barbuto giardiniere e animatore
un pittore, uno sculture, un cantore e un poeta

un apprendista illusionista, un monociclista

 in vacanza un trombonista.
Santo cielo, manca giusto una suora calvinista!

 

Comunque c'è un’amazzone con l’arco in mano
Che sia colpa di quel Giano?
Vuoi vedere che quel divo in più pagano, abbia fatto una magia? Che ogni sorta di cristiano che abbia perso la sua via

stralunato, la ritrovi qui a Cagliano?

 

Boh! Di streghe una, al più due:

sortilegi e malefici fanno invano
che poi qui a Cagliano si sa, che certe cose pei matti,

quelli che si san goder la vita,
son soltanto una gran presa al deretano.

Che sia dunque un minimondo
di certezza son profondo
ed in questo finimondo,

chi può dire d'esser savio oppure insano,

a Cagliano?

Io so solo che ci godo come un matto

d’esser in così buona compagnia
e se questo è il mio miglior difetto,

venire considerato strano,
tanto strano sia.

Fu così che quel borghetto prese vita

animato dalla libera follia,
un respiro una pacca ed un vagito

che sia festa, giochi, incontri ed allegria!

 

Postilla

I precedenti versi andrebbero letti con sonno

e parimenti ascoltati quando si ha sonno,

al fine di creare l’onirica ispirazione.
Si tratterebbe quindi di un canto assonnato.


 

Come? Ancora non vi basta?

Sappiate dunque che tal circo roboante

ospitò più di un viandante!
Di zampogna e pastrano pastorante

giunto da chissà qual dove,
un Partenope sbuffante, nottetempo,

il nuovo anno inaugurante

giunse sì adorno in cotal loco
con le guance rosso foco.

Stesse guance poco dopo
altro musico esalante
nel saxofono inebriante...
a formare un gran terzetto:
egli: fiato magico, ammaliante...

Magoo: testi, tasti, cantautor errante...

e a concludere
quel contrabbassista scandaloso,

questa volta ben munito di mutante...

ahi...qual estro stralunante!

E cosa unica, più rara...
i Grimm fratelli, redivivi,
giunti in questa amenità,
a portare fantasia
a bambini di ogni età
e a risvegliar l'umanità

ricordando a belli e brutti
che la vita sa dar bei frutti
a chi non smette di sognare,
nei suoi sogni facendosi cullare,
e come un bimbo, ogni nuovo giorno,

si lascia, dal nostro strano mondo,

sorprendere e stupire!

 

E vabbè...
in quel di maggio...
ballerina di Kizomba, miniatura femminile

dal lontan Kazakistan, giunta fin qui dentro casa

con cuban compagno san....bizzarria!

kizomba io non so che cacchio sia

Kazakistan so si e no dove esso stia
il cuban... ma non poteva stare a ... sua?

Di li a poco
simpatico suonatore di Chiviola
si presenta a casa mia.
Ricavata avea con si tale maestria

una strana cetra con qualche ignota magia

e chissà poi qual arcana alchimia
da tranci di elettrica chitarra, di una volvo,

un arcolaio e un frullatore a batteria
e pur si dice...
con vetusti elastici di biancheria,
di mutande di una sua defunta zia.

Ecco, una qualche confusion concessa mi sia!

perchè se di attrazion la legge come me voi percepite

che vuol dir che voi attraete
ciò che in fondo al cuore siete,
mi sovviene una domanda bella bella...

ma qual sorta di spirito bizzarro

abita queste mie cervella!

Giorgio Piciaccia

B&B LA CASA DEI NONNI Cagliano (Borgo Creativo)