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ABOUTMe

“Gli artisti sono gli anticorpi che la società ha contro il potere. L’artista non deve integrarsi” 

Fabrizio De Andrè

 

“Voglio che la mia arte viva fra la gente e apra le porte alla liberazione”

Rosario Bruno Mele

 

“Vivere è un’opera d’arte” 

Jorge Eduardo Eielson

 

 

ORA

Son Magoo e me ne stó, con l’invisibile passe-partout, ben celato tra le pieghe delle ali, che si stiracchiano sulla schiena mentre immagino il volo. 

 

Parlo, scrivo, canto e suono, mi rabbuio e m'illumino più volte al giorno, prima e dopo i pasti, tra alba e tramonto. Durante la notte non so più quel che accade e al mattino mi pare di aver scalato montagne o pugnato in battaglie.

Imparo passo passo, a dimenticare chi credo di essere e, quando mi riesce meglio, un gran vento mi prende e fa quel che deve, mentre assisto, stupisco e mi inchino, quasi tremante.   

 

PRIMA

 

All’anagrafe sono Ivan Sirtori, nato a Lecco nel 1974. Prima del processo di scollocamento dalla grande rete del “ragno che tutto controlla”, avvenuto a cavallo del 2012, sono stato per oltre 15 anni psicologo, costellatole familiare, musicoterapista, educatore e animatore alla lettura in ambito scolastico e bibliotecario, organizzatore di eventi e festival artistico-culturali (Torreluna/Robindart/Din Don D’Arte/Manabì).

All'attività professionale in studio ho affiancato la gestione di sportelli di consulenza per le scuole medie rivolti a insegnanti, genitori, studenti e l'attività di formatore in ambito aziendale, istituzionale, sanitario e scolastico. Per tre anni ho collaborato come ricercatore con IULM, Milano, facoltà di Scienze della Comunicazione. 

 

Quello che ho pubblicato nel passato riguarda soprattutto poesia o articoli professionali in ambito psicologico, musicoterapico e scolastico. Ho partecipato con dei contributi al libro di mia moglie Elli Lara “Il Benessere che Nasce dallo Stress”. Vari miei lavori redazionali sono stati pubblicati  in siti web.

 

Poi, un passo alla volta, una crisi alla volta, è arrivato il 2012. Anno di grandi deflagrazioni silenziose e interiori. Quanti salti evolutivi sono avvenuti, invisibili a chi ha gli occhi ancorati alle apparenze! 

Da allora ho staccato varie spine, tra cui quella del cosiddetto “lavoro” e mi sono ritirato, prima in un bosco, poi, fuori dal bosco, comunque in me stesso e tra le persone più vicine.

 

Vivendo semplicemente e con uno stile essenziale, mi accade di occuparmi di me stesso, di mia moglie, della nostra famiglia; di aiutare persone fuori da contesti professionali per passaparola; di fare ogni tanto il giardiniere per un amico paesaggista; di scrivere racconti e poesie; di suonare e cantare le mie canzoni con chitarra o piano; di musicare canzoni di amici poeti e così via.

 

Finalmente “faccio me stesso”, che è l’unica cosa che, per quanto mi riguarda, valga la pena “fare”.